Home · CIN e regole

Cosa serve per affittare in regola a Roma

La burocrazia degli affitti brevi spaventa più di quanto pesi. Sono poche cose, sono chiare, quasi tutte si fanno una volta sola. Ecco l'elenco vero, senza allarmismi e senza scorciatoie.

1. Il CIN, il codice che rende visibile la casa allo Stato

Il CIN è il codice identificativo nazionale assegnato dal Ministero del Turismo alle unità destinate alla locazione turistica o breve. Si richiede sulla Banca Dati Strutture Ricettive accedendo con identità digitale, SPID o CIE.

Una volta ottenuto va indicato in tutti gli annunci su qualsiasi portale ed esposto all'esterno dell'immobile. Senza CIN un annuncio è irregolare. I portali stessi lo chiedono.

2. I dispositivi di sicurezza

Le unità destinate alla locazione breve o turistica devono essere dotate di:

Costano poco e si installano in un pomeriggio. Sono anche la prima cosa che guarda un ospite attento. Su questo le recensioni sono spietate.

3. La comunicazione degli ospiti

Ogni ospite va identificato con un documento e comunicato alla Questura tramite il portale Alloggiati Web della Polizia di Stato, entro ventiquattro ore dall'arrivo. Non è facoltativo e non è una formalità: è la stessa procedura di un albergo.

È anche il motivo per cui la paura del «poi non se ne vanno più» è meno fondata di quanto sembri: chi entra in casa tua è registrato, con nome e documento, dal primo giorno.

4. La tassa di soggiorno

La incassa il gestore dall'ospite e la versa al Comune, con le comunicazioni periodiche previste. A Roma per gli immobili destinati alla locazione breve la tariffa è di 6,00 € a persona per notte, fino a dieci pernottamenti consecutivi. Il dettaglio, con le altre tariffe, sta nella pagina sulle tasse.

5. Il fisco

Cedolare secca al 26%, che scende al 21% se hai una sola unità destinata all'affitto breve, ritenuta d'acconto del 21% operata dagli intermediari che incassano. E dal 2026 il limite dei due appartamenti per restare fuori dall'attività d'impresa. Tutto spiegato per bene qui.

In quanto tempo si mette a posto

Se i documenti dell'immobile sono in ordine, giorni. Il pezzo più lento è la pratica del CIN. Nelle case che gestiamo la seguiamo noi, insieme alle comunicazioni degli ospiti e alla tassa di soggiorno: sono esattamente il genere di cose che non dovresti fare tu.

Fonti: Ministero del Turismo, Banca Dati Strutture Ricettive e disciplina delle locazioni per finalità turistiche; Roma Capitale per il contributo di soggiorno. Le norme cambiano: prima di una scelta importante verifica la versione aggiornata o chiedi a noi.

Domande frequenti

Le cose che ci chiedono sempre

Serve il CIN per affittare a Roma?

Sì. Il CIN, codice identificativo nazionale, si richiede sulla Banca Dati Strutture Ricettive del Ministero del Turismo accedendo con identità digitale. Va indicato negli annunci ed esposto all'esterno dell'immobile.

Cosa devo avere in casa per essere in regola?

Estintori portatili e dispositivi funzionanti per la rilevazione di gas combustibili e di monossido di carbonio. Gli estintori vanno collocati in posizione accessibile e visibile, uno ogni 200 metri quadrati di superficie o frazione, con almeno uno per piano.

Ci sono case esonerate dai rilevatori?

Sì: le unità senza impianto a gas nelle quali il rischio di fughe o di formazione di monossido di carbonio può essere escluso con certezza restano fuori dall'obbligo dei rilevatori.

Chi comunica gli ospiti alla Questura?

Il gestore, tramite il portale Alloggiati Web della Polizia di Stato, entro le ventiquattro ore dall'arrivo. Nelle case che seguiamo lo facciamo noi.

Quanto tempo serve per mettersi in regola?

Se i documenti dell'immobile sono a posto è questione di giorni, non di mesi. Il pezzo più lento è di solito la pratica del CIN. La seguiamo noi.

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