La burocrazia degli affitti brevi spaventa più di quanto pesi. Sono poche cose, sono chiare, quasi tutte si fanno una volta sola. Ecco l'elenco vero, senza allarmismi e senza scorciatoie.
Il CIN è il codice identificativo nazionale assegnato dal Ministero del Turismo alle unità destinate alla locazione turistica o breve. Si richiede sulla Banca Dati Strutture Ricettive accedendo con identità digitale, SPID o CIE.
Una volta ottenuto va indicato in tutti gli annunci su qualsiasi portale ed esposto all'esterno dell'immobile. Senza CIN un annuncio è irregolare. I portali stessi lo chiedono.
Le unità destinate alla locazione breve o turistica devono essere dotate di:
Costano poco e si installano in un pomeriggio. Sono anche la prima cosa che guarda un ospite attento. Su questo le recensioni sono spietate.
Ogni ospite va identificato con un documento e comunicato alla Questura tramite il portale Alloggiati Web della Polizia di Stato, entro ventiquattro ore dall'arrivo. Non è facoltativo e non è una formalità: è la stessa procedura di un albergo.
È anche il motivo per cui la paura del «poi non se ne vanno più» è meno fondata di quanto sembri: chi entra in casa tua è registrato, con nome e documento, dal primo giorno.
La incassa il gestore dall'ospite e la versa al Comune, con le comunicazioni periodiche previste. A Roma per gli immobili destinati alla locazione breve la tariffa è di 6,00 € a persona per notte, fino a dieci pernottamenti consecutivi. Il dettaglio, con le altre tariffe, sta nella pagina sulle tasse.
Cedolare secca al 26%, che scende al 21% se hai una sola unità destinata all'affitto breve, ritenuta d'acconto del 21% operata dagli intermediari che incassano. E dal 2026 il limite dei due appartamenti per restare fuori dall'attività d'impresa. Tutto spiegato per bene qui.
Se i documenti dell'immobile sono in ordine, giorni. Il pezzo più lento è la pratica del CIN. Nelle case che gestiamo la seguiamo noi, insieme alle comunicazioni degli ospiti e alla tassa di soggiorno: sono esattamente il genere di cose che non dovresti fare tu.
Fonti: Ministero del Turismo, Banca Dati Strutture Ricettive e disciplina delle locazioni per finalità turistiche; Roma Capitale per il contributo di soggiorno. Le norme cambiano: prima di una scelta importante verifica la versione aggiornata o chiedi a noi.
Sì. Il CIN, codice identificativo nazionale, si richiede sulla Banca Dati Strutture Ricettive del Ministero del Turismo accedendo con identità digitale. Va indicato negli annunci ed esposto all'esterno dell'immobile.
Estintori portatili e dispositivi funzionanti per la rilevazione di gas combustibili e di monossido di carbonio. Gli estintori vanno collocati in posizione accessibile e visibile, uno ogni 200 metri quadrati di superficie o frazione, con almeno uno per piano.
Sì: le unità senza impianto a gas nelle quali il rischio di fughe o di formazione di monossido di carbonio può essere escluso con certezza restano fuori dall'obbligo dei rilevatori.
Il gestore, tramite il portale Alloggiati Web della Polizia di Stato, entro le ventiquattro ore dall'arrivo. Nelle case che seguiamo lo facciamo noi.
Se i documenti dell'immobile sono a posto è questione di giorni, non di mesi. Il pezzo più lento è di solito la pratica del CIN. La seguiamo noi.
La diagnosi è gratuita e serve a capire una cosa sola: se ha senso o no. Se non ha senso te lo diciamo. Ci siamo risparmiati tutti e due un anno.
Ti contatto io nelle prossime ore. Se hai fretta, il modo più veloce resta WhatsApp: scrivimi qui.
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